image
Progetto “TALENT TRAINERS TEAM”
10 August 2017

DA POVERI A MILIARDARI

image

Leggendo un quotidiano, Bergamo post, mi sono imbattuto in un articolo interessante:

Gli uomini più ricchi al mondo affascinano, ma, i soldi non piovono dal cielo.

Se i soldi non sono stati ereditati dal lavoro di altri, per farli servono idee, forza interiore, fame di successo.

Tutti possiamo farcela. ECCO 5 ESEMPI:

Era divorziata, faticava ad arrivare a fine mese e portava a casa circa 160 dollari a settimana. E così, sull’orlo della depressione, un giorno, mentre sedeva ad un bar, iniziò a scrivere su un fazzolettino di carta la storia di un piccolo mago, con un passato difficile alle spalle e un presente ancora più complicato, che riesce a costruirsi un futuro grazie alla propria forza e al supporto di tanti amici. Su quel tavolino nacque la saga di maggior successo della storia della letteratura: Harry Potter. Ben 9 editori le chiusero la porta in faccia prima che trovasse qualcuno che credesse in lei. Ora la Rowling ha un patrimonio stimato in circa 1 miliardo di dollari.

J. K. Rowling (Harry Potter)

Nel 2012, ad appena 41 anni, Forbes l’ha eletta più giovane imprenditrice ad aver raggiunto il miliardo senza l’aiuto di un marito o di un’eredità. Da ragazzina avrebbe voluto studiare legge, ma i suoi voti non glielo permisero e iniziò dunque a cercare di mettere da parte qualche soldo. Fece anche un provino per impersonare Pippo a Walt Disney World, ma non la presero perché troppo bassa. Iniziò così a fare la venditrice porta a porta di macchine fax. Fu allora che ebbe un’idea: produrre dell’intimo contenitivo, in grado di nascondere qualche forma di troppo senza dar fastidio una volta indossato. Con i pochi soldi messi da parte, zero esperienza nel mondo del business ma tanta convinzione, brevettò la sua idea e aprì Spanx, un’azienda che oggi rappresenta un successo incredibile. E le porta sul conto corrente soldi a palate.

Sara Blakely (Spanx)

 

Nato nel 1939, nel Bronx, da una famiglia ebrea di immigrati della Bielorussia, Ralph Lauren non era proprio l’uomo di classe che è oggi. Faticava, anzi, a trovare dei vestiti decenti da indossare i primi giorni in cui iniziò a lavorare come impiegato alla Brooks Brothers. Negli uffici di quella importante casa di moda, e senza un dollaro in tasca, aveva tutto il tempo per osservare da lontano gli abiti di alta moda, che lui riteneva però estremamente noiosi e insipidi. Iniziò così a disegnare qualcosa che fosse sempre elegante, ma anche più allegro. Nel 1968 inaugurò l’etichetta Polo Ralph Lauren e cominciò a dare forma alle proprie idee, soprattutto realizzando cravatte. Da quelle strisce di stoffa, Lauren ha costruito un impero da oltre 5 miliardi di dollari.

Ralph Lauren

 

Oggi chiunque conosce questo colosso (in parte anche fisico) dei media americani, una donna d’affari che, qualsiasi cosa tocchi, la trasforma in oro. Ma da piccola ha vissuto nella povertà di un piccolo centro abitato del Mississippi. Andava però bene a scuola e riuscì a guadagnarsi sui libri una borsa di studio per la Tennessee State. In quegli anni si avvicinò al mondo della televisione e a 19 anni divenne la prima corrispondente televisiva afroamericana dello Stato. La sua verve, la sua capacità di essere vicina alla gente comune, la rese immediatamente una star. Attualmente, oltre che conduttrice di uno degli show televisivi di maggior successo negli Usa, è a capo di un vero e proprio impero dei media, che conta riviste, reti tv e molti altri servizi che le valgono circa 3 miliardi di dollari.

Oprah Winfrey

 

Prendete il vostro smartphone e immaginate di scrivere a qualcuno. Cosa usereste? I cari vecchi sms o WhatsApp? Il 99% di voi opterà per la seconda e il merito è tutto di Jan Koum, americano figlio di immigrati ucraini che, da bambino, mangiava solo grazie ai buoni pasto offerti dallo Stato. Nel 2009, Koum, con il socio Brian Acton, lancia quest’innovativa applicazione: fu subito un successo incredibile. Nel febbraio 2014, Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ha annunciato l’acquisizione di WhatsApp per 19 miliardi di dollari. Di questi, ben 6,8 miliardi sono finiti sui conti di Koum. E i pranzi con i buoni pasti sono solo un lontanissimo ricordo…

an Koum (WhatsApp)

Non voglio tanto scavare in questi esempi  ne citare la gerarchia dei bisogno di Maslow, prendete questa lista come utile metafora.

Francesco Briguglio

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>